I ransomware moderni non puntano più solo ai dati di produzione: colpiscono i backup, e restano silenti per mesi. Per questo oggi backup e cybersecurity non possono più essere due mondi separati.
SOMMARIO
- Il problema che molte aziende non vedono (finché è troppo tardi)
- Il ruolo dei malware “zero-day”: silenziosi, persistenti, invisibili/a>
- Il problema dei modelli “a silos”
- E-Vaulting Zero Trust: il backup che non si fida di nessuno
- Backup e sicurezza nello stesso processo
- Il ruolo del vault cloud immutabile
- Dalla protezione del dato alla continuità operativa
- Un servizio gestito, non una tecnologia isolata
- Per chi è pensato E-Vaulting Zero Trust
- Oltre il backup: resilienza informatica
- Vuoi capire se il tuo backup è davvero sicuro?
Il problema che molte aziende non vedono (finché è troppo tardi)
Per anni il backup è stato considerato il “paracadute” dell’infrastruttura ICT: qualcosa da attivare dopo un incidente.
Questo approccio, ancora diffuso, non tiene però conto dell’evoluzione delle minacce attuali.
Negli attacchi ransomware moderni, il primo bersaglio non è il server applicativo, ma il backup stesso. Le statistiche parlano chiaro: circa il 90% degli attacchi tenta di compromettere o rendere inutilizzabili le copie di sicurezza prima di avviare la cifratura dei sistemi di produzione.
Il risultato?
Quando l’azienda prova a ripristinare, scopre che anche il backup è infetto. O peggio: è inutilizzabile.
Il ruolo dei malware “zero-day”: silenziosi, persistenti, invisibili
A rendere lo scenario ancora più critico c’è un altro fattore: i malware zero-day.
Questi codici malevoli sfruttano vulnerabilità non ancora note o non rilevate dai sistemi di sicurezza tradizionali e rimangono inattivi per lungo tempo:
• non vengono immediatamente riconosciuti dai sistemi tradizionali,
• restano silenti per settimane o mesi,
• si attivano solo in un secondo momento, spesso durante o dopo un ripristino.
Il risultato è che il dato viene copiato, “versionato” e conservato correttamente, ma contiene già un punto di compromissione che emergerà solo in seguito, spesso proprio durante un ripristino.
Il problema dei modelli “a silos”
Molte infrastrutture ICT sono ancora costruite su una separazione netta tra strumenti:
• il backup si occupa solo di copiare i dati,
• l’antivirus o l’EDR protegge endpoint e server,
• il disaster recovery è un progetto a parte.
Tuttavia questo approccio non è efficace per rispondere agli attacchi progressivi, distribuiti e ritardati nel tempo. La mancanza di integrazione diventa una vulnerabilità strutturale.
E-Vaulting Zero Trust: il backup che non si fida di nessuno
Il servizio E-Vaulting Zero Trust di Laus Informatica è nato proprio per reagire a questo scenario.
Non è un semplice backup in cloud, ma un servizio di backup sicuro integrato con la cybersecurity, che non si “fida” più dei dati che sta salvando.
Il principio Zero Trust, applicato al dato, prevede che ogni informazione venga trattata come potenzialmente compromessa fino a verifica, indipendentemente dalla sua origine.
Questo approccio consente di:
• intercettare comportamenti anomali durante il processo di backup,
• impedire che vulnerabilità latenti vengano consolidate nel tempo,
• ridurre drasticamente il rischio di ripristinare ambienti già compromessi.
Backup e sicurezza nello stesso processo
In E-Vaulting Zero Trust, il backup non è un’operazione “cieca”. Durante il salvataggio e il ripristino, il sistema effettua controlli di integrità e analisi comportamentali, progettate per individuare anomalie tipiche di:
• processi di cifratura anomali,
• modifiche sospette ai file di sistema,
• pattern riconducibili a ransomware o exploit futuri.
Il vantaggio è che la minaccia viene neutralizzata prima di diventare operativa, anche se non è ancora classificata come malware noto.
Il ruolo del vault cloud immutabile
Un altro elemento centrale dell’architettura è il vault in cloud immutabile.
Non si tratta solo di uno storage remoto, ma di un ambiente isolato, progettato per impedire qualsiasi alterazione dei backup una volta creati.
In pratica:
• i dati non possono essere cifrati da un attacco esterno,
• non possono essere cancellati o sovrascritti,
• rimangono disponibili anche in caso di compromissione totale dell’infrastruttura locale.
Questo elimina uno dei vettori più utilizzati dai ransomware moderni: la distruzione intenzionale delle copie di sicurezza.
Dalla protezione del dato alla continuità operativa
Proteggere il backup è fondamentale, ma non sufficiente se l’azienda resta ferma per giorni.
E-Vaulting Zero Trust è pensato anche per gestire scenari di indisponibilità totale dei sistemi.
Nel caso in cui un server fisico o virtuale venga compromesso:
• l’ambiente può essere riattivato direttamente dal cloud di Laus Informatica,
• i servizi critici tornano operativi senza attendere la ricostruzione dell’infrastruttura originale,
• il downtime viene ridotto a poche ore o minuti, a seconda dello scenario.
Questo approccio sposta il focus dal semplice “ripristino dati” alla continuità del servizio.

Un servizio gestito, non una tecnologia isolata
Un aspetto spesso sottovalutato è che la tecnologia, da sola, non basta.
E-Vaulting Zero Trust è erogato come servizio gestito, con monitoraggio continuo e competenze specialistiche integrate.
Questo significa:
• presidio costante dell’infrastruttura di backup,
• intervento tempestivo in caso di anomalie,
• un unico interlocutore per sicurezza, backup e recovery.
Per molte aziende, soprattutto PMI, questo rappresenta una riduzione significativa della complessità operativa.
Per chi è pensato E-Vaulting Zero Trust
Il servizio è particolarmente indicato per organizzazioni che:
• gestiscono dati critici o applicazioni business-critical,
• vogliono ridurre il rischio ransomware senza moltiplicare soluzioni e fornitori,
• necessitano di garanzie concrete di ripartenza operativa,
• hanno infrastrutture ibride o legacy che richiedono protezione avanzata.
Oltre il backup: resilienza informatica
Oggi la domanda non è più se un’impresa verrà attaccata, ma quanto velocemente e in che condizioni riuscirà a ripartire.
Con E-Vaulting Zero Trust, Laus Informatica trasforma il backup in un elemento attivo della strategia di cybersecurity e business continuity, capace di prevenire, isolare e ripristinare senza affidarsi a ipotesi ottimistiche.
Perché, in uno scenario di minacce avanzate, la vera sicurezza non è evitare l’incidente, ma continuare a operare anche quando l’incidente accade.
Vuoi capire se il tuo backup è davvero sicuro?
Molte aziende scoprono i limiti dei propri sistemi di backup solo nel momento peggiore: quando devono ripristinare e non possono farlo in sicurezza.
E-Vaulting Zero Trust è stato progettato proprio per evitare questo scenario, integrando protezione del dato, cybersecurity e continuità operativa in un unico servizio gestito.
Compila il form per scoprire come funziona E-Vaulting Zero Trust e valutare il livello di protezione più adatto alla tua infrastruttura.






